Aiuto una signora a salire un gradino.
Ma non sono io, siamo noi che lo saliamo.
Faccio solo la mia parte e la sua:
Lei volontà cosciente del bisogno
Io, il nostro braccio, il piede, la mano.
E’ questa la vita che accade,
questa l’esistenza, la gioia, la coscienza.
Il Destino non ha voluto niente
dà solo i disegni e il colore.
Siamo noi a dipingere il Quadro
e quello una scusa distratta.
Veniva dicendo che la Storia
non serve più a nulla. II trascorso
oggi non trova più posto nell’Ora.
Vedevo operai lavorare
Ora. Ma se non si hanno progetti
è l’Ora che perde il suo senso.
Gettiamo bambino e acqua sporca
se siamo supini al dettato
di morte delle ideologie.
Non tutti hanno l’acqua pulita
e, restando a voltarsi nel fango ,
infangano anche ogni idea.
Essere svegliati è come al sole
sudare con lo sguardo a zone d’ombra.
E’ avvertire il peso dell’aria ovunque presente
e il tempo sapere quale cifra
segnata sul rullino della mente
insieme con le voci, l’amaro ed i tramonti:
caratteri e righe di un elenco
di incontri, di affetti e di vestiti.
Buone domeniche e cani al guinzaglio,
autobus verdi ed alberi, occhiali,
discorsi sul tempo e voci appuntite
su squadre di calcio, al balcone
di Camera o Senato,
di amici gentili che portano il dolce
di zucchero in canna ed i silenzi,
Sapere il risveglio è saper di sapere
di stare sudati fra le Ombre
che pensano fiumi di parole,
fra colpi di tosse in bicicletta
sul piano di uno schermo9 circolare:
scavate prospettive di Leonardo
da Vinci con lo sguardo sul vivente.
Svegliarsi è saper di dormire.
Saper di sapere e non sapere
perché, e se, di già si sapeva.
Sapere che nel gesto ci si esprime:
fragranze che colgono i bambini
e non le menti ottuse con il naso.
E quando la mente è fazzoletto
di carta va gettata nei bidoni
apposti in ogni angolo di strada.
Allora si è svegliati.
E seppelliti nel tempo del pensiero
senza orologi
nell’Attimo
Eterno.
Penso che noi siamo Uno,
quale medaglia, noi due:
come sul corpo i vestiti
che cambiano per le stagioni
e le Ere:
è come di lava la carne.
Siamo la stessa coscienza
di separazione e restiamo
tale se è come pensiamo.
Ma noi siamo Uno
spirito e l’occhio non vede
non tocca la mano le stelle.
Tale ché è come pensiamo.
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postato da: ahmad469972 alle ore 12:29 | Permalink | c
“Ognuno sta solo…”
era il suo lirico lamento…
Per questo ti cerco e ci cerchiamo
– la solitudine è divina
troppo per noi -
cerco qualcuno nei tuoi occhi.
Ma lì non c’è nessuno:
solo una vuota stanza che osserva
ipermercati.
Nel mondo
che offre martelli senza i chiodi
di forte metallo del rispetto
a noi stessi.
E battono battono battono
sul vuoto di parole:
specchi per Allodole dal nome:
Ognuno sta solo.
Metti un viaggio a Mosca
a Mosca o più lontano, Vladivòstock.
Lo stato del vagone
non è che ti interessi più di tanto.
In fondo al tuo viaggio c’è il tuo Amore
e scendere dal treno è già morire.
Per questo non vieni capito
da chi teme la morte
e scambia il suo vagone
per una stazione di arrivo.
Uniti e stessi nella carne
La mente ci divide:
Figlia dell’inerzia
E di un passato di ombre.
Almeno finché, Titolare in trasferta,
l’Ufficio lo gestisce il segretario.
p.s. Il Titolare è lo Spirito ed il segretario la mente. Quest’ultimo divide mentre solo il primo unifica.
E’ chiaro allora che finché la vita è mentalizzata non si arriva da nessuna parte. Bisognava pregare per Eliana e non conservarne il corpo: che è come conservare una penna che non scrive più.
Fermi nel vuoto del Nulla eravamo.
Deposti nello spazio, nel suo moto, di poi,
sapemmo la stasi ed il tempo.
Sapemmo noi stessi e del nostro
non essere che nello spaziotempo e ‘l divenire.
E con una bandiera, l’Utopia,
ch’è nulla se non si fà carne
nel proprio ripetersi concreto
e definito.
Allora è paradosso dell’essere ch’è ‘l proprio divenire
costante.
Come gli esercizi allo strumento.
La morte non è
se non la fine di sguardi
su perle che si chiudono al tramonto.
Ché tutto ha un tramonto
e tutto – e la morte – è una perla
per cui percepiamo l’Immenso.
Per questo la vita è collana
e noi cacciatori di perle
con l’occhio sottile ed il cuore possente.